ECONOMIA AL COLLASSO IN PALESTINA. Il lavoro e la povertà sono diventate un’emergenza cronica

Jerome ed Erica nella sede COOPI di Milano

Jerome Socie e Erica Minnetti sono a Milano per un corso di aggiornamento. Lui francese, lei italiana, dal 2008 lavorano insieme a Gerusalemme, rispettivamente come coordinatore generale e amministratrice del progetto “Job creation” (creazione lavoro) per COOPI.

“Il progetto nasce in realtà nel 2002 su bando di ECHO, la Direzione della Commissione Europea per l’Aiuto Umanitario. COOPI è una delle ONG che lo realizza sul campo, in particolare nel Nord della Palestina”, racconta Erica.

La mancanza di lavoro è una realtà drammatica che colpisce la maggioranza della popolazione locale”, spiega Jerome. “Nel 2000, in seguito alla II Intifada, Israele ha occupato militarmente i Territori Palestinesi, istituendo all’interno del Paese e tra Israele e Palestina un sistema di check-point fissi e temporanei. In sostanza, Israele ha ridotto notevolmente sia il passaggio di persone che lo scambio di merci da un Paese all’altro, bloccando di fatto l’economia e ogni tipo di investimento. Molti hanno perso il lavoro, i prezzi dei beni sono diventati proibitivi, le merci rare. La conseguenza oggi è che il 40% delle persone in età da lavoro sono disoccupate, 6 famiglie su 10 si trovano sotto la soglia della povertà. A Gaza, in particolare, la situazione è drammatica, perché il blocco è totale: quando manca l’elettricità o il carburante si ferma tutto, persino l’ospedale, con evidenti danni per i malati”.

Per dare un po’ di sollievo alla popolazione, ECHO ha istituito il progetto “Job creation”, ribattezzato dalle ONG “cash for work” (contanti per lavoro). Lo scopo è quello di diffondere moneta corrente in tutti i villaggi, promuovendo lavori temporanei: ogni 3 mesi un villaggio, ogni 20 giorni un beneficiario o una beneficiaria (essenzialmente capi famiglia). COOPI ha fino ad oggi promosso piccoli lavori di ristrutturazione, particolarmente graditi alla popolazione, perché effettivamente utili (es. costruzione di marciapiedi, ecc.), durevoli, in grado di aggiungere nuove abilità a chi si prestava.

Nel giugno 2008, si aprirà una nuova fase di “Job creation”. Rispetto al passato – aggiunge Erica -, si farà maggiore affidamento sulle ONG locali rispetto alle varie municipalità, al fine di rendere meno problematica l’individuazione e la selezione dei beneficiari (c’era un veto reciproco sulle liste, quando le municipalità erano di orientamenti diversi); inoltre verranno coinvolte le città e non più i villaggi; infine, per quanto riguarda COOPI, si profileranno lavori più adatti alle donne”. “Il progetto al riguardo– precisa Jerome - contempla l’impiego di 63 donne, di cui 29 impegnate nella confezione di 1.000 uniformi scolastiche, 9 nella preparazione di 250 cestini pranzo per 80 giorni, 25 nella fornitura di 500 kit igienici per le famiglie”.

Dal 2002 ad oggi – conclude Jerome – , COOPI è riuscita a portare sollievo a 20.000 beneficiari su una popolazione di 3.500.000 persone, in West Bank e Gaza. Ciascuno di loro è stato censito ed oggi COOPI si avvale di statistiche aggiornate e puntuali sulla situazione sociale, demografica ed economica del Paese. Purtroppo i dati non vengono presi in considerazione dai grandi leader: chissà come dalle loro statistiche non emerge un’economia al collasso né un’emergenza che si fa giorno dopo giorno più cronica”.

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3 risposte a ECONOMIA AL COLLASSO IN PALESTINA. Il lavoro e la povertà sono diventate un’emergenza cronica

  1. francesco scrive:

    Complimenti per aver creato un blog interessante con belle immagini, parole significative e possibilità di commentare. ciao

  2. Ciao Francesco, grazie…siamo ancora all’inizio e speriamo di poter migliorare sempre di più. L’obiettivo del blog è proprio quello di aprirci “senza filtri”, con testimonianze dirette e immagini significative verso i donatori e tutte le persone interessate al nostro lavoro quotidiano a favore di chi ha bisogno nel mondo. Torna a trovarci presto!

  3. Grazia Remia scrive:

    E’ importante avere informazioni dirette dalla Palestina, senza filtri di alcun genere! bravi continuate. ciao

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