
Giovani mamme affette da fistole vescico-vaginali, curate grazie a COOPI e ai suoi sostenitori.
Di seguito il ringraziamento di Lidia Baiocchi (nella foto), medico chirurgo di COOPI in Mozambico, rivolto a quanti hanno finora sostenuto con una donazione l’appello di COOPI “Operazione dignità – per le giovani donne in Mozambico”.
“Vorremmo dire GRAZIE a quanti hanno sostenuto l’iniziativa a favore delle giovani donne in Mozambico, affette dalle fistole vescico-vaginali: avete contribuito a restituire una vita nuova a chi è stata così sfortunata da essere allontanata da coloro con i quali aveva vissuto fino a pochi giorni prima del parto. Parto andato male in seguito a complicazioni, parto non assistito, parto avvenuto in una capanna fra strani gesti rituali, ignoranza e incapacità di prendere una decisione, in apparenza anche semplice, come andare in un centro di salute o recarsi all’ospedale.

“Dove si ripara il difetto”. Operazione in sala, presso l’ospedale di Nhamatanda.
Per fortuna gli ospedali esistono anche in Mozambico, non sono meraviglie certo, ma funzionano; così come anche i mezzi di trasporto… pochi, ma ci sono. Nel caso specifico è mancata solo la volontà, riconoscere che qualche cosa non andasse per il verso giusto, il non voler prendere una decisione, assumersi una responsabilità di trasferire la partoriente in un ospedale… a volte è capitato che aspettassero tre giorni prima di decidere qualche cosa!
Dopo il parto, quando finalmente è avvenuto, una vita miserabile. Il continuo sgocciolare delle urine, l’odore nauseabondo, l’impossibilità ad arrestare il flusso continuo, il divorzio e l’allontanamento da tutto e tutti.
Riparare il difetto è cosa noiosa, porta via tempo, non sempre riesce bene, in alcuni casi si deve intervenire più volte. Non si riesce a dimettere la paziente per un periodo che la penuria di letti rende problematico. Una noia! E’ per questo che la maggior parte dei chirurghi preferisce ignorare.
E poi un giorno la notizia che c’è chi sa risolvere il problema (COOPI). Che in quel posto c’è chi ha tempo e voglia di risolvere il problema (sempre COOPI).
E soprattutto che esistono mezzi e competenze, forniti grazie al vostro contributo.
E arrivano, spesso mandate da altre donne già curate. Tempo fa ne ho trasportate 13 su di un’ambulanza di COOPI, per portarle a Beira dove si teneva un corso di formazione per i pochi chirurghi interessati. Ricordo che all’inizio del viaggio, di un centinaio di chilometri, l’autista era seccatissimo perchè la sua ambulanza già puzzava come un vespasiano mal tenuto. Poi lentamente si è sciolto dopo aver sentito le donne ridere della loro condizione; non si vergognavano, erano tutte uguali e all’odore erano ormai abituate. Dopo un pò rideva anche lui ai loro commenti per me incomprensibili, vedevano la fine della loro condizione, erano eccitate, felici, piene di speranza.
Oggi sono state curate e non puzzano più, non si dovranno più nascondere, possono tornare a trovare le loro amiche, la loro famiglia, il marito no, quello si è già risposato. Ma se hanno avuto quel problema è segno che non avevano né arte né parte. Analfabete, senza un minimo di educazione o di potere contrattuale per poter pretendere, durante l’assenza del marito e nel travaglio del parto, di essere portate in ospedale.
Lo staff di COOPI ci ha pensato a lungo e ha abbiamo deciso, dopo l’intervento, di provare a offrire alle beneficiarie la possibilità di iniziare una piccola attività commerciale. Semplicissima, come vendere indumenti nella loro zona. Gli inservienti dell’Ospedale, che gestiscono delle bancarelle di vendita, hanno spiegato alle donne come si fa a vendere, a quanto vendere, come risparmiare per poter acquistare merce nuova, quali cose evitare, a cosa stare attente, insomma, a non farsi abbindolare.

Ciascuna delle mamme beneficiarie operate sceglie dal faldone aperto sei indumenti a turno. L’autista controlla arcigno che la divisione sia equa.
E sono ripartite, ciascuna col suo sacco pieno di indumenti da vendere, grazie di nuovo al vostro contributo. Le andremo a trovare anche in seguito, almeno quelle più vicine a noi. Cercheremo di capire se l’idea di avviarle a un’attività commerciale avrà dato risultati positivi, o se bisognerà pensare ad altro.
Il sogno è che riescano nelle loro piccole imprese commerciali, che diventino di nuovo centro di interesse, che la loro indipendenza economica stimoli il rispetto, che tornino alla grande nella loro comunità e che possano aiutare altre ragazze, con lo stesso difetto fisico, a risollevarsi.
La donna più famosa in Europa per aver avuto una fistola è stata la madre della Regina Vittoria d’Inghilterra. Noi non ne abbiamo mai sentito parlare, se non appunto da un libro di storia.
L’obiettivo è che anche qui le fistole finiscano nei manuali di storia. Grazie ancora.“
Di seguito, un articolo estratto dal “Diario de Mocambique“, quotidiano locale, 13 ottobre 2007, che racconta dell’intervento di COOPI (clicca per ingrandire):
Scopri come sostenere ancora le giovani mamme del Mozambico:
Con poco puoi restituire ad una mamma la possibilità di vivere una vita dignitosa all’interno della sua comunità:
- con 35 euro fornisci a una donna, allontanata dalla famiglia, una nuova capanna in cui vivere;
- con 50 euro copri le spese di vitto e trasporto della paziente dal suo villaggio di origine all’ospedale e viceversa;
- con soli 85 euro paghi il costo di una operazione;
- con 150 euro una donna potrà essere seguita dai nostri operatori in tutta la fase post-operatoria volta al reinserimento produttivo della giovane donna nella società.
Dona subito:
* on-line, scegliendo la causale: “Progetti per le donne” e specificando nel campo note “Mozambico“.
Dona ora, clicca qui.
oppure con:
* c/c postale 990200 – IBAN IT53P0760101600000000990200 – BIC/SWIFT BPPIITRRXXX – intestato a COOPI-Cooperazione internazionale, via De Lemene 50, 20151 Milano.
* c/c bancario 000000102369 Banca Popolare Etica – filiale di Milano – 20129, via Spallanzani 16 (ingresso via Melzo) – ABI 05018 CAB 01600 – IBAN IT 06 R 05018 01600 000000102369 CIN R – SWIFT/BIC CCRTIT2184B – intestato a: COOPI – Cooperazione internazionale, via De Lemene 50, 20151 Milano.
In entrambi i casi indicare la causale: “Progetti per le donne – Mozambico“
conclude Lidia:
“Il progetto in corso di COOPI in Mozambico si occupa di aumentare la sensibilità dei medici locali nei confronti delle pazienti con fistola vesco-vaginale dal 2006.
Lo scorso anno il dottor Diaz – direttore dell’ospedale di Nhamatanda (sede del progetto COOPI) e tecnico di chirurgia che si occupa già attivamente di questi casi – ha ricevuto da COOPI una borsa premio per recarsi in Svezia per presentare il lavoro svolto (35 pazienti con fistole curate). Dal suo ritorno, dopo un lungo periodo di perfezionamento all’Università di Maputo, è tornato a Nhamatanda e ha ricominciato a operare quante fistole si presentavano.
In totale, a dicembre dello scorso anno, 22 pazienti con fistole semplici sono state curate.
Sempre nel 2007il dott. Diaz ha partecipato, come formatore, a due corsi per dei chirurghi in province vicine, Chimoio e Tete. Il primo appoggiato da COOPI ed il secondo finanziato interamente dalla nostra Associazione, grazie al contributo dei nostri donatori.
A metà ottobre si è tenuto a Beira un nuovo corso per chirurghi nel quale sono stete trattate le fistole più complesse o quelle che necessitavano di più interventi. A novembre il chirurugo di Nhamatanda si è recato di nuovo a Tete per continuare la formazione del chirurgo di quella Provincia.
Nel frattempo le pazienti trattate hanno passato il lungo periodo post-operatorio nella casa affitata ad hoc a Nhamatanda, mentre quelle che venivano dai Distretti si sono concentrate nella stessa casa in attesa di essere operate, congiuntamente ad un chirurgo in formazione.
Senza l’intervento di COOPI non sarebbe stato possibile questo ambizioso programma poichè le spese di trasferta sono tali da risultare proibitive per le finanze del Ministero della Sanità locale. L’appoggio dato dalle donazioni raccolte da COOPI invece permette di formare tre chirurghi i quali opereranno fistole semplici nei loro rispettivi Distretti.
Vogliamo evitare che la storia si ripeta per altre donne, e per questo contiamo sulla realizzazione della radio comunitaria che verrà installata a Nhamatanda, e su tutte quelle iniziative che riusciremo ad individuare contando sull’aiuto e l’appoggio di tutti.“





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