di Emiliano Olivero, operatore COOPI nella Striscia di Gaza.
29 novembre 2008, Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo palestinese.
Se vi capitasse di trovarvi verso le cinque e trenta del mattino nei pressi del mercato centrale di Gaza City probabilmente potreste incontrare Mohammed, Tareq o Ismail con i loro inseparabili compagni di lavoro e un carretto intenti a raccogliere le immondizie lasciate dalla sera prima davanti ai negozi ancora chiusi. Lavorano in coppia. Uno raccoglie con ramazza e badile i rifiuti e li getta sul carro. L’altro tira il carro.
Il requisito fondamentale, infatti, per accedere a questo posto di lavoro e’ di essere in due. Uno deve essere maggiorenne, disoccupato e possibilmente con una famiglia numerosa da mantenere. L’altro deve essere un asino o un cavallo.
E’ infatti questo il progetto che COOPI sta implementando nella Municipalita’ di Gaza da agosto 2008. 150 lavoratori con i loro animali e carretti che raccolgono i rifiuti di una delle aree piu’ popolose del mondo trasportandoli in centri di raccolta dislocati in vari punti della citta’.
Questo intervento, fortemente richiesto dalla Municipalita’ stessa, e finanziato dai governi di Spagna e Svezia attraverso OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affaire – Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari), è stato attuato in risposta alla carenza di carburante e pezzi di ricambio, che aveva reso impossibile la normale raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani della citta’ da parte del servizio comunale palestinese.
45 dei 50 mezzi comunali per la raccolta dei rifiuti sono fermi da mesi nei garage della Municipalita’ di Gaza. L’immondizia si stava cosi’ pericolosamente accumulando per le strade, davanti a case, scuole e ospedali. Con la calura estiva, che da queste parti e’ particolarmente intensa, si rischiava la proliferazione di malattie, parassiti e roditori che avrebbero colpito e deteriorato la salute dei cittadini di Gaza.
L’intervento di urgenza è stato intrapreso con l’obiettivo di scongiurare tale pericolo.
Nonostante la chiusura delle frontiere – che da 19 mesi soffoca la vita quotidiana e il commercio in questa parte di Medio Oriente – le risorse in termini di mano d’opera e quadrupedi non mancano.
Una settimana per selezionare i 150 nuovi operatori ecologici con i rispettivi “mezzi eco-compatibili”, e un contratto di tre mesi a ciascuno di loro per svolgere l’attivita’ di raccolta e trasporto dei rifiuti da varie aree della citta’ fino alle discariche temporanee. Il lavoro dei beneficiari del progetto consente inoltre un risparmio di carburante, che permette alla Municipalita’ di Gaza di spostare i rifiuti dalle discariche temporanee al centro di raccolta principale situato a sud della Striscia, lontano dai centri densamente abitati.
Sono le sette quando incontriamo Nidal. E’ sveglio gia’ da tre ore, e da un’ora e mezza sta lavorando con il suo fedele “collega” per le strade centrali di Gaza. Jeans e felpa blu si adopera con il badile per riempire il carretto per la seconda volta dall’inizio della giornata. Nidal ha diciotto anni ed e’ il maggiore dei suoi nove fratelli. Ci spiega che il padre non puo’ lavorare per gravi problemi alla schiena e quindi sta a lui portare a casa il pane dato che nessun altro della sua famiglia lavora. Il carro con il cavallo e’ l’unico bene che possiedono oltre alle quattro mura in cui vivono in undici.
I beneficiari selezionati da COOPI per questo progetto sono tra i piu’ poveri della Striscia di Gaza. Il target riguarda individui che appartengono a famiglie con più di 6 componenti, spesso si tratta di persone che non hanno avuto la possibilita’ di accedere al sistema scolastico e che iniziano a lavorare fin da bambini. Per alcuni, come nel caso di Nidal, il cavallo o il somaro con il carretto rappresentano l’unico mezzo di sostentamento per tutta la famiglia. Negli ultimi mesi le bestie da soma si sono rivelate un bene prezioso, vista la carenza di carburante per i veicoli che trasportano merci e persone.
Un carretto riesce a raccogliere fino a tre tonnellate di rifiuti al giorno, compiendo diversi viaggi verso le discariche. Si calcola che alla fine dei tre mesi di progetto si riuscira’ a trasportare tutta l’immondizia accumulata in diversi mesi di inefficenza del servizio comunale.
In tarda mattinata visitiamo la scuola elementare “Asma’ Bent Abu Baker” e incontriamo la direttrice per farle alcune domande relative al progetto. Davanti a questa struttura infatti si era accumulata una quantita’ tale di immondizie che, oltre all’aria divenuta irrespirabile, rendeva necessario accedere alla scuola per una porticina sul retro, visto che l’ingresso principale era ostruito da montagne di rifiuti. La donna, accompagnadoci al cancello, ci mostra il luogo in cui, fino a sei settimane prima, c’erano i cumuli di immondizia. “Era una situazione che durava da diversi mesi” ci spiega “fortunatamente prima dell’inizio della nuova stagione scolastica, i lavoratori sono riusciti a rimuovere completamente quelle montagne maleodoranti che rendevano la vita impossibile ad alunni e insegnanti”.

La foto A mostra l’ingresso della scuola prima del progetto. La foto B mostra l’attuale situazione della stessa strada.
Altri interventi legati allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono stati valutati in collaborazione con la Municipalita’ di Gaza e sono attualmente in fase di ricerca di finanziamento. Si tratta del ripristino e del miglioramento di alcune aree di raccolta rifiuti. Interventi che possono rendere piu’ agevole il lavoro di smaltimento da parte del servizio comunale con le sue scarse risorse disponibili e migliorare la vita dei cittadini di questa citta’, gia’ martoriata da una situazione socio-economica, purtroppo, in costante degrado.
Emiliano Olivero
Coordinatore dei progetti COOPI nella Striscia di Gaza






una vergogna per tutto il mondo vedere nel 2008/2009 queste immagine e costringere un intero popolo a vivere una vita dell’ epoca di pietra .
questo servizio è importantissimo e da rendere permanente anche se la situazione carburante dovesse tornare alla normalità. E’ altamente ecologico e si fa anche in alcuni comuni italiani premiati per virtuosità a livello nazionale
bravi
e
E’ un ottimo esempio di intervento… anche se in queste ore il popolo palestinese avrebbe bisogno di ben altri aiuti a causa dei razzi che piovono dal cielo…