EMERGENZA GAZA

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Coopi lancia un appello speciale per sostenere la popolazione vittima del conflitto

Milano, 8 gennaio ’09 – La popolazione di Gaza è ormai allo stremo. Dopo 12 giorni di bombardamenti mancano quasi tutti i generi di prima necessità, dal cibo all’acqua potabile, e gli ospedali sono al limite. Coopi – Cooperazione Internazionale, che prima dello scoppio del conflitto era presente nella Striscia con due progetti, ha dovuto sospendere le proprie attività. Per continuare ad assistere la popolazione civile, Coopi ha quindi deciso di lanciare l’appello “Emergenza Gaza”, per raccogliere fondi per acquistare cibo e altri beni di prima necessità da distribuire alla popolazione non appena la situazione lo consentirà.

Non c’è cibo, né gas, né petrolio – spiega Jerome Socie, coordinatore dei progetti Coopi in Palestina, in questo momento a Gerusalemme – la popolazione non ha modo né di scaldarsi né di cucinare o riscaldare i pasti. E’ inverno, fa freddo, e le bombe hanno fatto esplodere le finestre di molte case. Mancano anche i teli di plastica per ripararle o le coperte per proteggersi. Anche la rete di distribuzione dell’acqua è stata danneggiata“. Jerome e gli altri tre operatori espatriati di Coopi da mesi non possono entrare nella striscia di Gaza, dove invece sono rimasti gli operatori locali. Ma ricevere informazioni è difficile. “Finora – racconta Jerome – sono riuscito a sentire solo metà del nostro staff. Contattarli è difficile perché non c’è elettricità e quindi non possono ricaricare i cellulari. Quelli che ho sentito sono spaventati perché la guerra si sta spostando nelle case e ieri un cooperante dell’ong americana Care è stato ucciso nel corso degli attacchi“.

Prima dell’inizio della guerra Coopi stava portando avanti il progetto “Cash for work” (in cambio della manodopera per la costruzione di piccole infrastrutture collettive o di servizi alle comunità, i beneficiari del progetto ricevevano un assegno che gli permetteva di sostentare le proprie famiglie) in alcune municipalità di Gaza City e nel villaggio di Un El-Naser, pesantemente colpito dai bombardamenti. Un altro progetto per la raccolta dei rifiuti urbani attraverso l’utilizzo di animali da soma (essendoci scarsità di petrolio i veicoli non circolano) è stato sospeso.

Coopi sta ora predisponendo un piano per intervenire il prima possibile, non appena la situazione lo consentirà, nella Striscia di Gaza, sfruttando la rete operativa che già possiede sul territorio.

Per donazioni:

c/c postale 990200 – IBAN IT53P0760101600000000990200 – BIC/SWIFT BPPIITRRXXX – intestato a:  COOPI – Cooperazione internazionale – ONG ONLUS.

c/c bancario numero 000000102369 Banca Popolare Etica – filiale di Milano – 20129, via Spallanzani 16 (ingresso via Melzo) – ABI 05018 CAB 01600 – IBAN IT 06 R 05018 01600 000000102369 CIN R – SWIFT/BIC CCRTIT2184B – intestato a: COOPI – Cooperazione internazionale – ONG ONLUS.

Causale: Fondo Coopi per le emergenze – Gaza

Segui la situazione in tempo reale sul nostro sito www.coopi.org.

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Per ulteriori informazioni o interviste:
Elisa Anzolin – Ufficio Stampa COOPI,
via De Lemene 50, 20151 Milano.
Tel. 02 3085057 int. 240, ufficiostampa@coopi.org

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