Voce marcata come ‘comunicati stampa’
Bene l’impegno di Berlusconi su Fondo Globale contro AIDS, TB e Malaria, ma non siano promesse da marinaio, vogliamo vedere un piano preciso.
COOPI partecipa all’Osservatorio Italiano AIDS.
Coppito (L’Aquila) 9 luglio 2009 – “Accogliamo positivamente la dichiarazione del presidente Silvio Berlusconi di versare non solo la quota italiana di 130 milioni di euro per il 2009 al Fondo Globale contro AIDS, TB e Malaria entro la fine dell’anno, ma anche 30 milioni di dollari aggiuntivi per far fronte all’attuale gap finanziario del Fondo“. E’ questo il commento (continua…)
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COMUNICADo del Grupo SUR
Parlamentarios europeos y redes de sociedad civil se pronuncian contra golpe de Estado en Honduras
Bruselas 1 de julio 2009. El Presidente de la Comisión de Comercio del Parlamento Europeo Helmuth Markov, junto con el también eurodiputado y copresidente de Eurolat Willy Meyer y el recientemente elegido Eurodiputado Verde Jose Bové expresaron hoy en (continua…)
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Pubblichiamo di seguito il comunicato diffuso dall’Associazione delle ONG Italiane, di cui COOPI fa parte.

COMUNICATO STAMPA
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Primo giorno di lavori al G8. Marelli: “Rimandate al 2009 tutte le decisioni. Intanto in 25 anni dimezzati gli aiuti all’agricoltura”
Rusutsu (Giappone), 7 luglio 2008. A Rusutsu, in Giappone, si è appena concluso il primo giorno di lavori del G8. Alle 19.30 ora locale, 12.30 in Italia, nella conferenza stampa di fine giornata il portavoce del vertice ha affermato che “in occasione di questo incontro non saranno assunte decisioni, che invece saranno rimandate tutte al G8 italiano del 2009”.
Anche rispetto alla crisi alimentare si è solo concordata l’attivazione di (continua…)
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Pubblichiamo di seguito il comunicato diffuso dall’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’AIDS, di cui COOPI fa parte.

COMUNICATO STAMPA
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G8: NELLA BOZZA DEL COMUNICATO FINALE
DIETROFRONT SULLA LOTTA CONTRO L’AIDS
Per l’Osservatorio Aids un segnale politico gravissimo
L’Italia si impegni per farla modificare
Roma, 2 luglio 2008
L’Osservatorio italiano per la lotta contro l’Aids esprime seria preoccupazione per la notizia, diffusa dal quotidiano Financial Times, secondo cui nella bozza del comunicato finale dell’imminente vertice G8 ci sarebbero gravi omissioni rispetto agli impegni presi per aumentare gli aiuti all’Africa e per raggiungere l’obiettivo dell’Accesso universale entro il 2010.
Secondo la bozza, i membri del G8 avrebbero intenzione di (continua…)
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Appello ai sequestratori per la liberazione di
Jolanda Occhipinti, Abderahman Yusuf Arale (John)
e Giuliano Paganini
tradotto in somalo e diffuso in Somalia il 10 Giugno 2008
Noi, le Ong italiane che da molti anni operano in Somalia e che, nonostante le difficoltà che durano ormai da diciotto anni, non hanno mai abbandonato la popolazione somala, chiediamo ai sequestratori l’immediata liberazione di Jolanda, John e Giuliano.
Lo chiediamo con forza, ricordando il lavoro svolto in tanti anni nei campi della sanità, educazione, agricoltura, approvvigionamento idrico, assistenza agli sfollati, ricostruzione di strutture di pubblica utilità.
Chiediamo di essere ascoltate. Chiediamo l’immediata liberazione dei tre nostri operatori.
Contiamo sull’aiuto e sulle pressioni di tutti coloro che possono far giungere ai rapitori un forte messaggio di liberazione: responsabili politici, leaders clanici, leaders religiosi, autorità in Somalia e all’estero, parenti, conoscenti.
(continua…)
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Il 20 maggio 2008 è stato presentato a New York il nuovo Rapporto Globale sui bambini soldato, a cura della Coalizione Internazionale “Stop all’Uso dei Bambini Soldato!”.
Nel comunicato stampa (clicca qui per scaricarlo) lanciato oggi dalla Coalizione italiana, di cui COOPI fa parte, si rende noto che nonostante alcuni progressi compiuti dalla comunità internazionale per porre fine all’utilizzo dei bambini soldato, decine di migliaia di minori sono ancora impiegati in conflitti e restano esclusi dai programmi di disarmo e riabilitazione. E le bambine soldato sono le più penalizzate e invisibili.
Queste alcune delle conclusioni del Rapporto Globale sui Bambini Soldato (clicca qui per download), diffuso in Italia dalla Coalizione di cui fanno parte 10 associazioni: Alisei, Amnesty International-Sezione italiana, Cocis, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e UNICEF Italia.

COOPI – Cooperazione Internazionale interviene concretamente a fianco dei bambini usciti da forze e gruppi armati e di bambine vittime di violenza sessuale in contesti di guerra.
Dopo una lunga esperienza in Sierra Leone (guarda il video) in cui COOPI ha avuto un ruolo leader nell’accompagnamento e inserimento di bambini soldati “demobilitati”, dal 2003 la nostra Associazione è intervenuta nell’est della Repubblica Democratica del Congo e nei distretti del Nord Uganda (guarda il video del sostegno a distanza, alcune foto e la testimonianza di Joyce) utilizzando le metodologie di lavoro già sperimentate con successo nel contesto sierraleonese.
Dal 2004 COOPI sostiene le attività di un centro di accoglienza e riabilitazione per ex bambini soldato e ragazze madri che si trova nella città di Pader, nel Nord Uganda, una delle aree più martoriate dalla guerra civile. Nel centro si offrono cure mediche, un’alimentazione adeguata e accompagnamento psico-sociale il cui obiettivo è affrontare la violenza subita e favorire l’inserimento famigliare e comunitario. Il numero di ex bambini soldato assistiti sta comunque diminuendo in rapporto all’evoluzione degli avvenimenti bellici.
Le prime due fasi di intervento di COOPI in RDC (Rep. Dem. del Congo) si sono basate invece sulla gestione di centri di transito (CTO) in cui veniva promosso un percorso socio-educativo e di re-integrazione comunitario e familiare dei ragazzi, gestiti prima direttamente e poi con l’ausilio di organizzazioni locali.
In partnership con UNICEF, sono stati aperti due CTO che hanno accolto un elevato numero di beneficiari: a Bunia 2.004 bambine vittime di violenze sessuale e a Kpandroma 1.694 minori (maschi e femmine).
In tempi più recenti la strategia si è orientata verso approcci fortemente radicati nei villaggi, sostituendo in parte i CTO con degli spazi comunitari che permettono una maggiore accettazione dei bambini, spesso discriminati e rifiutati a causa della loro esperienza forzata nei gruppi armati. Per colmare questa distanza sono stati inclusi nei programmi anche altri bambini vulnerabili della comunità, non associati in passato ai gruppi ribelli. Quest’approccio si è rilevato particolarmente favorevole per le bambine, che spesso non rientrano nei processi di de-mobilizzazione e “sfuggono” dunque ai programmi di inserimento.
Sempre in RDC è in corso un progetto in partnership con UNICEF nel dipartimento di Ituri che, basandosi sulle esperienze precedenti, ha come obiettivo l’assistenza e la reintegrazione di ex bambini soldato e di bambine vittime di violenza sessuale. Il programma coinvolge 3.600 bambini e bambine per facilitarne il reinserimento nelle famiglie e nei villaggi di appartenenza, migliorare l’assistenza psicologica, assicurare il ritorno a scuola del 30% dei beneficiari (circa 685 bambini) che partecipano alle attività dei centri e rafforzare le capacità delle strutture comunitarie e pubbliche che accompagnano il loro processo di reintegrazione.
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COMUNICATO STAMPA

ITALIA AIUTA subito attiva dopo il ciclone in Birmania

Milano, 6 maggio 2008 – Oltre 15.000 morti, 30.000 dispersi e centinaia di migliaia di persone senza riparo e senza acqua potabile: questi i disastrosi effetti del ciclone Nargis, che si è abbattuto tra sabato 3 e domenica 4 maggio sul Myanmar (ex Birmania).
Il Comitato ITALIA AIUTA si è immediatamente mobilitato per prestare un primo soccorso alle popolazioni colpite, distribuendo pastiglie disinfettanti per l’acqua, utensili, kit igienico-sanitari e allestimento di rifugi temporanei.
“La situazione nella capitale Yangon (ex Rangoon) è grave: mancano elettricità e acqua potabile, le linee telefoniche non funzionano, tutte le vie di comunicazione sono interrotte da tronchi e macerie” testimonia Silvia Facchinello, responsabile dei progetti Cesvi in ex-Birmania. E continua: “Il Sud del paese è stato duramente colpito. Nella zona di Laputta un villaggio è stato completamente spazzato via e circa 10.000 persone sono ferite, senza casa o scomparse.”
Le priorità sono la purificazione dell’acqua, che si sta rapidamente contaminando per la presenza di detriti e di animali morti, e il rifornimento di medicinali agli ospedali. “Dobbiamo intervenire subito: la popolazione birmana è già a rischio di epidemie e non possiamo aspettare che la situazione precipiti ulteriormente” dichiara Maurizio Carrara, presidente di ITALIA AIUTA.
ITALIA AIUTA sta fronteggiando la prima emergenza, ma ha bisogno di ulteriori fondi per poter continuare e ampliare l’intervento di soccorso ad altri settori.
Per sostenere ITALIA AIUTA nelle operazioni di soccorso alla popolazione birmana:
- sito www.italiaiuta.org tramite Pay Pal
- c/c bancario presso Banca popolare Etica (codice IBAN IT69 J050 1801 6000 0000 0513 200) intestato a ITALIA AIUTA, causale “SOS Birmania”
- c/c postale n. 61106415 intestato a ITALIA AIUTA, causale “SOS Birmania”
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ITALIA AIUTA – Comitato Emergenze ONLUS, è un coordinamento formato dalle Organizzazioni Non Governative Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Intersos e Movimondo, e dal settimanale VITA.
Per informazioni:
tel. 02.552298378,
e-mail info@italiaiuta.org,
www.italiaiuta.org
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Nasce Fondazioni4Africa, un’iniziativa che vede impegnate per la prima volta insieme quattro fondazioni di origine bancaria: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo e Fondazione Monte Paschi di Siena. Il progetto, presentato a Roma il 7 maggio, prevede due interventi nel Nord Uganda e nel Senegal, finanziati con le risorse messe a disposizione dalle quattro fondazioni: a budget 10,5 milioni di euro per i primi 3 anni. A operare direttamente sul campo saranno alcune organizzazioni italiane da sempre impegnate in iniziative a carattere umanitario e di cooperazione internazionale tra cui COOPI, unica ong fra quelle coinvolte che interverrà sia in Uganda che in Senegal per “Fondazioni4Africa”.
In Senegal le organizzazioni collaboreranno anche con alcune associazioni di migranti senegalesi in Italia.
Nel solco della propria missione filantropica, le Fondazioni hanno fatto da collettore, coinvolgendo numerosi enti e istituzioni, apportando però non solo le risorse economiche ma anche progettualità ed esperienze maturate in questi anni, e confermando così che oggi le Fondazioni di origine bancaria vivono una nuova era che le vede impegnate direttamente su importanti progetti propri, oltre la “vecchia” logica delle semplici erogazioni.
L’intervento nel Nord Uganda mira a sostenere il rientro degli sfollati dai campi IDP (Internally Displaced People: sfollati interni) ai villaggi d’origine o verso altri luoghi di insediamento, per promuovere lo sviluppo locale sostenibile e la pace nei distretti di Gulu, Amuru, Kitgum e Pader. Le organizzazioni operanti in Uganda
L’iniziativa in Senegal si propone invece di migliorare le condizioni economiche e sociali delle popolazioni che vivono in ambito rurale e peri-urbano in Senegal. La caratteristica peculiare dell’intervento è il coinvolgimento, fin dalle prime fasi di elaborazione e in tutti i settori d’intervento, di alcune associazioni di migranti senegalesi residenti in Italia. Le organizzazioni operanti in Senegal
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