L’Agence de l’Oriental di Nador è nata nel maggio 2006 grazie all’iniziativa reale per uno sviluppo sostenibile della regione marocchina Orientale. Apertura allo spazio euromediterraneo, sostegno alle infrastrutture economiche e finanziarie, miglioramento delle condizioni di vita della popolazione marocchina, lotta alla povertà e alla discriminazione sociale, sviluppo di poli di competenze e di competitività sono solo alcune delle attività che l’Agenzia governativa intraprende quotidianamente in Marocco.
Dal 2004 l’Agence de l’Oriental è partner di COOPI – Cooperazione Internazionale, per il progetto di appoggio alla strutturazione ed al rafforzamento del settore artigianale della provincia di Nador.
Hannou El Kabir, il rappresentante dell’Agenzia dell’Orientale, è stato a Milano per partecipare alla settimana di formazione sul commercio equo e solidale, organizzata da COOPI, in collaborazione con la Cooperativa Chico Mendes. Abbiamo colto l’occasione per incontrarlo e per parlare insieme del progetto. (continua…)
Palestina, Jerome Socie (COOPI) con Peter Zangl (ECHO).
Il 16 e 17 giugno scorso il signor Zangl, Direttore Generale di ECHO (Servizio Umanitario della Commissione Europea), ha visitato i Territori Occupati Palestinesi e Israele per accertarsi della situazione in West Bank (Cisgiordania) e Gaza, circa gli ostacoli incontrati dall’aiuto umanitario, per assicurare il rispetto della Legge Umanitaria Internazionale e per riaffermare l’impegno del assunto per alleviare la sofferenza della popolazione palestinese.
Mr Zangl, Director General of DG ECHO, has come to the oPts and Israel, the 16th and the 17th of June 2009, to take stock of the humanitarian situation in the West Bank and Gaza, of the obstacles to the delivery of humanitarian aid, to advocate for the respect of IHL, and to reaffirm DG ECHO’s commitment to help alleviate the suffering of the Palestinian population.
Il progetto di COOPI contro l’apartheid razziale in Ecuador
Il 20 marzo scorso, in occasione della Giornata Mondiale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la popolazione Afro-ecuadoriana di Guayaquil è scesa nelle strade del centro-città per comporre un solenne e festoso corteo.
20 marzo 09, Guayaquil, Ecuador. In marcia con la popolazione nera.
Guayaquil, il cui nome per esteso è Santiago de Guayaquil, è una città dell’Ecuador affacciata sull’Oceano Pacifico. Una leggenda narra che (continua…)
L'incontro tenutosi a Zaio, provincia di Nador, Marocco.
L’articolo che segue riporta di un’incontro tenutosi a Zaio, in Marocco, sul tema del lavoro minorile, nell’ambito del progetto COOPI di sostegno alla strutturazione del settore artigianale della provincia di Nador.
E’ tratto da Arrifinu, una testata giornalistica marocchina; la versione originale in arabo è disponibile cliccando qui.
Le text est disponible aussi en français, à la fin du text en italien.
di Mustapha ALWARDI/Arrifinu.
Nell’ambito del progetto di “Sostegno alla strutturazione del settore artigianale nella provincia di Nador“, l’ONG COOPI ha organizzato (continua…)
Laura Canali lavora nel Nord Uganda con COOPI, nel Distretto di Oyam, all’interno di un programma per il supporto a donne e bambini vittime di violenze. Ci ha scritto alcuni giorni fa per raccontarci la storia di M.
In Uganda COOPI – Cooperazione Internazionale sta implementando nel Distretto di Oyam, nel Nord Uganda, la componente Sgbv (Sexual & Gender Based Violence) di un più ampio progetto di Reproductive Health, in partnership con CUAMM e con il finanziamento dell’Unione Europea.Il distretto di Oyam è un distretto di recente costituzione e le strutture amministrative sono ancora in fase di allestimento, soprattutto per problematiche inerenti la Sgbv. Le violenze di genere (prevalentemente su donne e bambini) sono purtroppo molto diffuse e in alcuni casi culturalmente “accettate”, alimentate dal contesto di violenza nella quale la popolazione è sempre stata costretta a vivere. Scopo di questo programma di SGBV è da un lato offrire alle vittime supporto psicologico e materiale, mettendole in contatto con i servizi utili presenti sul territorio, in primis le strutture sanitarie, e dall’altro di sensibilizzare la gente sul problema del SGBV e delle sue conseguenze sulla comunità stessa.
Sogni d’Oro piccola M.
di Laura Canali.
Si chiama M., ha 2 anni e mezzo e viene dalla zona settentrionale del distretto di Oyam, nel Nord Uganda. Scende dall’enorme Land Cruiser Toyota con cui è stata portata all’Aber Hospital. Scende da sola, con un salto, sotto lo sguardo vigile del (continua…)
Una settimana con gli operatori di Coopi nella striscia
striscia di Gaza, Territori Occupati palestinesi.
Emanuela Zuccalà è giornalista di Io Donna.
Lo scorso maggio si è recata nei Territori Occupati palestinesi, accompagnata dal fotografo Riccardo Venturi, per realizzare un servizio nella striscia di Gaza.
Qui ha incontrato lo staff di COOPI – impegnato nei progetti di “Cash-for-work” e sostegno economico alla popolazione palestinese, finanziati da ECHO (Servizio Umanitario della Commissione Europea) – e conosciuto alcuni dei nostri beneficiari. Operatori umanitari, capi famiglia e giovani donne, le cui storie sono raccontate di seguito, nell’articolo che Emanuela ha realizzato per COOPI. Le foto sono di Riccardo Venturi.
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Stamattina anche gli operatori della Croce Rossa e dell’Onu sono costretti ad attraversare a piedi il confine di Erez, percorrendo sotto il sole la terra di nessuno costeggiata da macerie, che s’infila nel tunnel sventrato: qualche giorno fa un uomo si è lanciato contro queste alte mura a bordo di (continua…)
Giovani mamme affette da fistole vescico-vaginali, curate grazie a COOPI e ai suoi sostenitori.
Di seguito il ringraziamento di Lidia Baiocchi (nella foto), medico chirurgo di COOPI in Mozambico, rivolto a quanti hanno finora sostenuto con una donazione l’appello di COOPI “Operazione dignità – per le giovani donne in Mozambico”.
“Vorremmo dire GRAZIE a quanti hanno sostenuto l’iniziativa a favore delle giovani donne in Mozambico, affette dalle fistole vescico-vaginali: avete contribuito a restituire una vita nuova a chi è stata così sfortunata da essere allontanata da coloro con i quali aveva vissuto fino a pochi giorni prima del parto. Parto andato male in seguito a complicazioni, parto non assistito, parto avvenuto in una capanna fra strani gesti rituali, ignoranza e incapacità di prendere una decisione, in apparenza anche semplice, come andare in un centro di salute o recarsi all’ospedale.
“Dove si ripara il difetto”. Operazione in sala, presso l’ospedale di Nhamatanda.
Per fortuna gli ospedali esistono anche in Mozambico, non sono meraviglie certo, ma funzionano; così come anche i mezzi di trasporto… pochi, ma ci sono. Nel caso specifico è mancata solo la volontà, riconoscere che qualche cosa non andasse per il verso giusto, il non voler prendere una decisione, assumersi una responsabilità di trasferire la partoriente in un ospedale… a volte è capitato che aspettassero tre giorni prima di decidere qualche cosa!
Dopo il parto, quando finalmente è avvenuto, una vita miserabile. Il continuo sgocciolare delle urine, l’odore nauseabondo, l’impossibilità ad arrestare il flusso continuo, il divorzio e l’allontanamento da tutto e tutti.
Riparare il difetto è cosa noiosa, porta via tempo, non sempre riesce bene, in alcuni casi si deve intervenire più volte. Non si riesce a dimettere la paziente per un periodo che la penuria di letti rende problematico. Una noia! E’ per questo che la maggior parte dei chirurghi preferisce ignorare.
E poi un giorno la notizia che c’è chi sa risolvere il problema (COOPI). Che in quel posto c’è chi ha tempo e voglia di risolvere il problema (sempre COOPI).
E soprattutto che esistono mezzi e competenze, forniti grazie al vostro contributo.
E arrivano, spesso mandate da altre donne già curate. Tempo fa ne ho trasportate(continua…)
Riportiamo di seguito un articolo apparso sulla newslettern. 13 – aprile 2008della Cooperazione Italiana allo Sviluppo in Marocco, relativo al progetto COOPI di appoggio alla strutturazione e al rafforzamento del settore artigianale nella provincia di Nador.
Nelle giornate del 2 e 3 aprile l’ONG COOPI ha organizzato a Nador il seminario su “L’imprenditoria femminile nella provincia di Nador: situazione e prospettive“.
Una due-giorni particolarmente intensa che ha visto diverse parti coinvolte: associazioni e cooperative femminili, l’Università Mohammed I di Oujda, il dipartimento dell’artigianato del Ministero del Turismo e dell’Artigianato, l’Agenzia dell’Orientale, l’ADS (Agence de Développement Social) e l’ODCO (Office du Développement de la Coopération).
La mostra “ColòrAfrica” nasce da un’idea di Raffaella Braga, fotografa professionista che ha partecipato a un viaggio di turismo responsabile con COOPI in Senegal, catturando con i suoi scatti aspetti culturali e vita quotidiana del Paese, oltre all’esperienza dei progetti di COOPI.
“ColòrAfrica” è stata già esposta lo scorso febbraio a Brescia (clicca sull’immagine per leggere l’articolo):
Chiunque fosse interessato a ospitare la mostra puo contattare Francesca Calza di COOPI (calza@coopi.org)
Jerome Socie e Erica Minnetti sono a Milano per un corso di aggiornamento. Lui francese, lei italiana, dal 2008 lavorano insieme a Gerusalemme, rispettivamente come coordinatore generale e amministratrice del progetto “Job creation” (creazione lavoro) per COOPI.
“Il progetto nasce in realtà nel 2002 su bando di ECHO, la Direzione della Commissione Europea per l’Aiuto Umanitario. COOPI è una delle ONG che lo realizza sul campo, in particolare nel Nord della Palestina”, racconta Erica.
“La mancanza di lavoro è una realtà drammatica che colpisce la maggioranza della popolazione locale”, spiega Jerome. “Nel 2000, in seguito alla II Intifada, Israele ha occupato militarmente i Territori Palestinesi, istituendo all’interno del Paese e tra Israele e (continua…)
Gaia Vianello lavora da agosto scorso come volontaria di COOPI in Marocco. Collabora al progetto Albamar, che mira a favorire il rientro nel tessuto sociale, civile ed economico degli emigrati sia in Marocco, nella regione Tadla-Azilal e Chaouia-Ouardigha, sia in Albania.
Gaia si è concentrata in modo particolare su un progetto riguardante le donne ed ha potuto condurre una ricerca molto dettagliata. Ce la mette volentieri a disposizione in termini molto semplici, testimoniando quanto è difficile “tornare indietro”, specie per le donne.
“Hafza lavora nel negozio d’alimentari di famiglia a Beni Mellal. Ha sedici anni ed è tornata un anno fa in Marocco, dopo aver vissuto per tredici anni a Faenza: “Mio padre voleva tornare a casa, aveva nostalgia del suo paese. Io invece sono cresciuta lì e volevo continuare il liceo. Così l’ho convinto a lasciarmi con mia sorella, mentre lui e mia madre e mio fratello(continua…)
COOPI - Cooperazione Internazionale è un'organizzazione non governativa italiana laica e indipendente fondata nel 1965. In più di 40 anni di lavoro abbiamo realizzato oltre 700 progetti di sviluppo e interventi di emergenza in 50 paesi nel Sud del mondo, coinvolgendo 50 mila operatori locali e assicurando un beneficio diretto a 60 milioni di persone.
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