COOPI cerca volontari che vogliano unirsi al TEAM per I Grandi diritti dei Piccoli; un’iniziativa che racchiude attività di educazione allo sviluppo rivolte ai bambini delle Scuole Elementari e delle Scuole Medie.
Con I Grandi diritti dei Piccoli COOPI intende coinvolgere i più giovani nella costruzione di un mondo di uguali diritti e opportunità; attraverso un percorso di formazione e informazione sul tema dei diritti e un invito a un gesto concreto di solidarietà: il sostegno a distanza di un bambino del Sud del mondo che permette anche di creare un legame con un coetaneo, (continua…)
Luisa Colzani, collaboratrice COOPI, interviene presentando i progetti di sostegno a distanza in Etiopia.
Sabato 30 maggio COOPI- Cooperazione Internazionale ha partecipato all’inaugurazione del parco eolico “La Rocca” a Pontinvrea (SV), per FERA. L’azienda, che si occupa di energie rinnovabili alternative, sostiene il progetto “Un mulino adotta un bambino”: per ogni aerogeneratore installato, adotta un bambino a distanza. Il nuovo parco eolico, (continua…)
Il prestigioso MIT, l’Istituto Tecnologico del Massachusset, ha messo a disposizione dei ragazzi della Sagarda Familia una “bicilavatrice”:una macchina che, senza utilizzare energia elettrica, lava, centrifuga e asciuga gli indumenti.
“Fino ad oggi i ragazzi facevano il bucato a mano, da quando è stata introdotta la bicilavatrice, i ragazzi hanno più tempo per giocare e per studiare spiega Lisa Taroconte, studentessa del MIT che ha installato la macchina presso la Sagrada Familia.
La finalità della bicilavatrice –continua (continua…)
Enorme panorama. El Agustino, città di Lima, Perù.
Lima è una città che opprime.
Il suo clima ottunde, l’umidità è intensa – tra 90 e 100%, la foschia perenne, sgradevole sia in inverno che estate. Io ci metto piede a inizio marzo, la temperatura si attesta su 28°C, il sole picchia e brucia, ma i suoi raggi rimangono imprigionati nella (continua…)
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto un video da una nostra donatrice per la bambina che sostiene a distanza in Sierra Leone.
Mi auguro davvero che i nostri operatori riescano a farlo a vedere a Mabinty nonostante a Yagala, dove la bambina vive, non ci siano computer e sia difficile ogni collegamento. In ogni caso mi preme soprattutto ringraziare di cuore la donatrice per il suo gesto che dimostra come il sostegno a distanza non sia solo un impegno verso un bambino ma anche un’esperienza molto coinvolgente e ricca di emozioni.
Grazie a tutti gli amici che hanno partecipato e sostenuto le attività di COOPI durante il 2008.
Grazie ai volontari, grazie ai donatori, grazie ai sostenitori a distanza, grazie alle aziende amiche, grazie ai giornalisti …grazie a tutti di cuore!
Nuove sfide e tanti progetti ci attendono nel 2009 per portare avanti la missione di COOPI contro la povertà nel mondo. Il vostro aiuto farà ancora una volta la differenza.
Il video è stato girato da Marco Serena, coordinatore dei progetti COOPI in Sierra Leone, alla fine di novembre 2008.
“Nei giorni scorsi ho ricevuto un video girato in Sierra Leone che mi ha davvero commosso.
Desidero segnalarvelo per condividere con voi la gioia che mi sorprende quando vedo concretamente il frutto del lavoro di COOPI e… anche del mio lavoro.
Il video riporta immagini di quando sono stati consegnati i materiali scolastici ai bambini: libri, quaderni, uniformi che COOPI (continua…)
Carmela e Carlo sostengono a distanza con COOPI un bambino di Bouchia, in Repubblica Centrafricana.
In occasione del loro 25° anniversario di matrimonio, hanno scelto di fare ancora di piu’ raccogliendo fondi per regalare a Serge e ai suoi compagni il materiale di cui la loro scuola ha bisogno: banchi, cattedre e lavagne.
Di seguito riportiamo le parole degli “sposi” e approfittiamo dell’occasione per fare tanti cari auguri a Carmela e Carlo e alla loro unione in nome della solidarietà.
“Il legame che unisce me e Carlo è tale che anche la solidarietà si fonde in un unico obiettivo, in un’unica scelta. Così, nel giorno del nostro anniversario(continua…)
E’ stata per me una grandissima soddisfazione vedere ieri la sala della Palazzina Liberty piena di gente venuta per una serata dedicata ai bambini del Sud del mondo.
Ci abbiamo messo tantissimo impegno, ci abbiamo creduto davvero molto: per i bambini lavoriamo tutti i giorni, siamo sempre a contatto con le loro storie, conosciamo bene le difficoltà in cui vivono.
Organizzare una serata per promuovere il sostegno a distanza era per me un’opportunità preziosissima per dare
“Mi chiamo Abail, ho 13 anni”, comincia a raccontare Olivier Elout. “Due anni fa è successo che una famiglia italiana ha iniziato ad aiutarmi e così posso andare a scuola”. Gli fa eco Soledad, orfana sieropositiva di 13 anni, attraverso la voce di Milvys Lopez Homen: “Quando mamma è morta, papà non mi voleva vicino. Ora frequento le Hogar San Camilo dove ho incontrato dei grandi che mi aiutano”. (continua…)
Il trio Minlan è un ensemble africana, diretta da Henri Olama, che si esibirà stasera a Milano alla “Notte delle Piccole Stelle”, evento speciale organizzato da COOPI e dedicato al Sostegno a distanza.
ecco un assaggio della loro performance dal vivo:
Vi aspettiamo stasera alla Palazzina Liberty di Milano!
Per maggiori info clicca qui.
di Morena Zucchelli (nella foto, a destra), coordinatrice dei progetti COOPI in Perù.
“Mi è stato chiesto di scrivere due righe riguardo la scelta, mia e del mio compagno, di sostenere a distanza 5 bambini con COOPI. Una scelta curiosa, forse, visto che lavoro per COOPI e che da anni dedico ogni giorno della mia vita alla cooperazione e al sostegno ai bambini.
Ma è proprio questo il motivo della nostra scelta: avendo visto con i nostri occhi le difficili condizioni in cui vivono i bambini e avendo sperimentato personalmente i risultati dei nostri progetti, siamo convinti che il sostegno a distanza sia un’opportunità reale per portare aiuto a dei bambini in difficoltà. E non si tratta solo di un aiuto economico: è soprattutto un sostegno piscologico, affettivo. Questi bambini, infatti, spesso sono rifiutati dalle loro famiglie e corrono gravi rischi per la loro sopravvivenza; la consapevolezza che in un altro paese, sebbene lontano, c’è qualcuno che ha scelto di sostenerli, dà loro la forza di andare avanti, la speranza in un futuro migliore.
Siamo certi che offrire un sostegno mirato e(continua…)
Abail, 13 anni, racconta la sua.
A “La Notte delle Piccole Stelle” (10 luglio, Milano) ne ascolterai tante altre.
Nell’ambito dei progetti di sostegno a distanza in Peru’, Senegal, Sierra Leone, Uganda, Repubblica Centrafricana e Etiopia i nostri operatori sono costantemente a contatto con centinaia di bambini.
Tante sono le esperienze che hanno vissuto insieme a loro e molte anche le storie che hanno ascoltato.
Vogliamo riportarvi quella che Abail ha raccontato a Raffaele Z. (volontario in Repubblica Centrafricana). E’ solo una delle tante testimonianze che verranno lette in occasione de La Notte delle Piccole Stelle: una serata che abbiamo organizzato per giovedì 10 luglio alle 19.00 a Milano presso la Palazzina Liberty – Largo Marinai d’Italia.
Siete tutti invitati, venite con i vostri amici! Sarà l’occasione per conoscerci, riflettere insieme sulla condizione dei bambini del mondo, ascoltare brani di musica africana e assaporare cibi etnici per un viaggio con il gusto attraverso i paesi del mondo.
Mi chiamo Abail, ho 13 anni. Mio papà è morto e la mia mamma si è risposata con un altro uomo che pero’ non mi vuole bene e vorrebbe che io andassi a vivere con la famiglia di mio papà.
Due anni fa è successo che una famiglia italiana ha iniziato ad aiutarmi e così posso andare a scuola; mi piace studiare e lo faccio soprattutto perché voglio aiutare i miei fratelli, in particolare Bejamin che era piccolissimo quando papà è morto.
Voglio raccontarvi la storia del ragno e della tartaruga.
Il 20 maggio 2008 è stato presentato a New York il nuovo Rapporto Globale sui bambini soldato, a cura della Coalizione Internazionale “Stop all’Uso dei Bambini Soldato!”.
Nel comunicato stampa (clicca qui per scaricarlo) lanciato oggi dalla Coalizione italiana, di cui COOPI fa parte, si rende noto che nonostante alcuni progressi compiuti dalla comunità internazionale per porre fine all’utilizzo dei bambini soldato, decine di migliaia di minori sono ancora impiegati in conflitti e restano esclusi dai programmi di disarmo e riabilitazione. E le bambine soldato sono le più penalizzate e invisibili.
Queste alcune delle conclusioni del Rapporto Globale sui Bambini Soldato (clicca qui per download), diffuso in Italia dalla Coalizione di cui fanno parte 10 associazioni: Alisei, Amnesty International-Sezione italiana, Cocis, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e UNICEF Italia.
COOPI – Cooperazione Internazionale interviene concretamente a fianco dei bambini usciti da forze e gruppi armati e di bambine vittime di violenza sessuale in contesti di guerra.
Dopo una lunga esperienza in Sierra Leone (guarda il video) in cui COOPI ha avuto un ruolo leader nell’accompagnamento e inserimento di bambini soldati “demobilitati”, dal 2003 la nostra Associazione è intervenuta nell’est della Repubblica Democratica del Congo e nei distretti del Nord Uganda (guarda il videodel sostegno a distanza, alcune foto e la testimonianzadi Joyce) utilizzando le metodologie di lavoro già sperimentate con successo nel contesto sierraleonese.
Dal 2004 COOPI sostiene le attività di un centro di accoglienza e riabilitazione per ex bambini soldato e ragazze madri che si trova nella città di Pader, nel Nord Uganda, una delle aree più martoriate dalla guerra civile. Nel centro si offrono cure mediche, un’alimentazione adeguata e accompagnamento psico-sociale il cui obiettivo è affrontare la violenza subita e favorire l’inserimento famigliare e comunitario. Il numero di ex bambini soldato assistiti sta comunque diminuendo in rapporto all’evoluzione degli avvenimenti bellici.
Le prime due fasi di intervento di COOPI in RDC (Rep. Dem. del Congo) si sono basate invece sulla gestione di centri di transito (CTO) in cui veniva promosso un percorso socio-educativo e di re-integrazione comunitario e familiare dei ragazzi, gestiti prima direttamente e poi con l’ausilio di organizzazioni locali.
In partnership con UNICEF, sono stati aperti due CTO che hanno accolto un elevato numero di beneficiari: a Bunia 2.004 bambine vittime di violenze sessuale e a Kpandroma 1.694 minori (maschi e femmine).
In tempi più recenti la strategia si è orientata verso approcci fortemente radicati nei villaggi, sostituendo in parte i CTO con degli spazi comunitari che permettono una maggiore accettazione dei bambini, spesso discriminati e rifiutati a causa della loro esperienza forzata nei gruppi armati. Per colmare questa distanza sono stati inclusi nei programmi anche altri bambini vulnerabili della comunità, non associati in passato ai gruppi ribelli. Quest’approccio si è rilevato particolarmente favorevole per le bambine, che spesso non rientrano nei processi di de-mobilizzazione e “sfuggono” dunque ai programmi di inserimento.
Sempre in RDC è in corso un progetto in partnership con UNICEF nel dipartimento di Ituri che, basandosi sulle esperienze precedenti, ha come obiettivo l’assistenza e la reintegrazione di ex bambini soldato e di bambine vittime di violenza sessuale. Il programma coinvolge 3.600 bambini e bambine per facilitarne il reinserimento nelle famiglie e nei villaggi di appartenenza, migliorare l’assistenza psicologica, assicurare il ritorno a scuola del 30% dei beneficiari (circa 685 bambini) che partecipano alle attività dei centri e rafforzare le capacità delle strutture comunitarie e pubbliche che accompagnano il loro processo di reintegrazione.
Le foto che seguono sono state scattate durante le attività del progetto di COOPI in Nord Uganda per il reinserimento degli ex-bambini soldato e delle giovani mamme nelle loro comunità di origine.
Il progetto è stato co-finanziato dall’Agenzia per lo Sviluppo austriaca e da COOPI. In 20 anni di guerra e instabilità è stato stimato che circa 25.000 bambini siano stati rapiti dai ribelli dell’LRA (Lord Resistance Army) e impiegati come schiavi, soldati o spose forzate.
Marco Ferloni (bianco, al centro) – coordinatore dei progetti COOPI in Uganda – insieme a Efrem Fumagalli (bianco, a destra) – responsabile dei progetti COOPI per l’Uganda, a Milano – con lo staff del Centro COOPI a Oyam, in Uganda, che si occupa degli interventi di prevenzione e supporto alle donne vittime di violenza.
Il Reception Center di Pader, gestito dalla CCF – Christian Counseling Fellowship, ha lavorato con COOPI per facilitare la riconciliazione fra l’esperienza di convivenza forzata degli ex-bambini soldato nel “bush” (“foreste”) e il ritorno nelle loro comunità d’origine, fra la società civile.
A sinistra Virna Bolognesi, cooperante COOPI per un progetto sanitario in R.C.A. A destra Marina Di Lauro.
Esattamente un anno fa, COOPI, in partnership con Unicef, ha avviato un progetto di educazione d’emergenza a favore dei bambini sfollati della zona di Paoua, in Repubblica Centrafricana. Il progetto è volto a portare l’istruzione direttamente nei brousse, zone incolte dove la popolazione si è rifugiata per sfuggire alle violenze e alle razzie dei ribelli a seguito del colpo di Stato del maggio 2001.
Marina Di Lauro, coordinatrice COOPI di passaggio a Milano, ci racconta gli importanti risultati di un anno di intenso lavoro, che ha portato a scuola 32.522bambini dai 6 agli 11 anni “inizialmente il progetto era rivolto agli evacuati dai villaggi, poi abbiamo ritenuto giusto allargarlo anche ai non sfollati. Da luglio 2007 al 29 febbraio 2008 sono state così aperte 104 nuove scuole: 34 nel brousse, 47 in villaggio e 23 in mattone”.
Secondo un censimento effettuato prima dell’inizio del progetto solo 4 (continua…)
In occasione della settimana della solidarietà organizzata dall’ Istituto comprensivo statale “De Pisis” di Brugherio in provincia di Milano dal 31 marzo al 4 aprile 2008, siamo andate a parlare ai bambini della storia di Lamunu Joyce, una ragazzina ugandese rapita dai ribelli nel suo villaggio e costretta a partecipare alla guerra.
La drammatica storia di Joyce ha un esito positivo: grazie al suo coraggio la bambina riesce a sfuggire per miracolo alla terribile sorte a cui sono irrimediabilmente condannati i suoi coetanei, e ora grazie all’adozione a distanza, ha potuto trasferirsi a Kampala e frequentare la scuola.
“ma uno in guerra può perdere un orecchio? e una mano? e un occhio? ci si fa male in guerra?”, i bambini chiedono con interesse, sono partecipi, capiscono i problemi di chi ha la loro età ma vive in un mondo completamente diverso, in cui fin (continua…)
un aggiornamento: il 27 marzo ritorno in Italia dopo tre anni di Repubblica centrafricana.
Si chiude un periodo intenso, duro, interessante, di paure, di crescita umana e professionale, di tanti incontri, a volte triste, a volte felice, ma comunque sempre meritevole di essere vissuto.
Ora si apre un periodo di riposo prima di tutto e di programmi per il futuro che in questo momento appare piuttosto nebuloso, di certo ci sarà un’altra “partenza” – fermi non si può stare – ma se a Milano o in Etiopia o a Katmandu chi può dirlo? (continua…)
Tra ieri e oggi sono stati molti gli auguri che ci siamo scambiati in COOPI. Tra questi i più speciali sono stati quelli del nostro presidente, padre Vincenzo Barbieri, che oltre ad offrirci un dolce omaggio e uno spuntino ravvivato dalla sua simpatia, ci ha indirizzato degli auguri veramente particolari. Con il suo permesso, li allarghiamo a tutti voi, amici e operatori di COOPI, in tutto il mondo.
Auguri per la Pasqua 2008
I NOSTRI FIGLI SONO OBESI? SMAGRIAMOLI UN PO’
Ogni volta che mi accingo a scrivere la lettera di Auguri per Natale e Pasqua, mi scervello per riempirli con qualcosa di valido e concreto, per non finire nella solita banalità che non fa più presa: “vi auguro la benedizione di Dio”… vi auguro una (continua…)
COOPI - Cooperazione Internazionale è un'organizzazione non governativa italiana laica e indipendente fondata nel 1965. In più di 40 anni di lavoro abbiamo realizzato oltre 700 progetti di sviluppo e interventi di emergenza in 50 paesi nel Sud del mondo, coinvolgendo 50 mila operatori locali e assicurando un beneficio diretto a 60 milioni di persone.
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